Diversi clienti mi hanno chiesto quanto costerebbe implementare un e-commerce. Shopify mi è sembrata la soluzione meno costosa, ma soprattutto più adattabile alle esigenze di queste piccole realtà. Si tratta infatti di negozianti tradizionali che stanno subendo perdite considerevoli a causa dello stop alle attività imposte dal Governo come misura per contrastare la diffusione del Covid-19.
Queste le considerazioni del caso – aggiungo che non si tratta di un articolo “sponsorizzato” da Shopify ed è stato concepito per essere capito da chi non si occupa di web e programmazione.

Commenti e integrazioni e a questo post sono i benvenuti!

Shopify: cosa è?

Shopify è una piattaforma per lo shopping online, già ottimizzata per la fruizione da dispositivo mobile. E’ facilmente integrabile con Instagram e Facebook, rendendo super facile il taggare i prodotti del catalogo in vendita on-line nei post su Facebook e nei post e storie su Instagram.

Quello che PUOI fare con un negozio su Shopify

  • avere lo shop all’indirizzo ilmionegozio.myshopify.com oppure ilmionegozio.it
  • gestire le varianti taglia, numero, colore, etc.etc.
  • gestire le promozioni/sconti
  • gestire la marginalità (inserendo il costo d’acquisto)
  • caricare una o più immagini 
  • gestire pagamento con carte di credito, Paypal, contrassegno, bonifico bancario e eventualmente anche Postepay (ho clienti che lo fanno in modalità “manuale”).
  • gestire i costi di spedizione differenziandoli per area
  • gestire il magazzino
  • gestire i carrelli abbandonati tramite l’invio automatico di una email (occorre però essere consapevoli della possibile infrazione della GDPR causata da questa pratica di marketing. Sarebbe interessante avere il punto di vista di un legale in merito)
  • analizzare le statistiche di vendita
  • Shopify dà la possibilità di utilizzare gratuitamente temi semplici, ai quali possono essere applicate delle personalizzazioni. Sostanzialmente: l’aspetto del sito può essere realizzato come vuoi tu con differenti gradi di personalizzazione e di costo. E’ consigliabile utilizzare i temi gratuiti quando la struttura dello shop non è complicata (ossia non si hanno tante tipologie di prodotto diverse o varianti di prodotto diverse).
  • In alternativa ai temi grafici gratuiti, Shopify dà la possibilità di acquistare temi a pagamento Costo grafica diversa: o gratis o al massimo 180 dollari o a seconda del tema scelto, come ad esempio questo.
  • spedire una email automatica personalizzata durante fasi da te scelte del processo di acquisto (conferma, cancellazione, rimborso, abbandono, conferma spedizione, merce partita etc.etc.)

Quello che NON potrai fare con un negozio su Shopify nella versione BASE

  • avere un catalogo di dimensioni enormi con un tema gratuito e l’abbonamento base a Shopify: non potrai avere un catalogo complicato con categorie, sottocategorie e categorie ancora al di sotto perché difficilmente i temi gratuiti ti permettono di avere dei filtri per gestire un catalogo ampio e diversificato.
    Puoi sempre acquistare la possibilità di mettere filtri in seguito, il costo minimo per questo tipo di “filtro” è di 9 dollari/mese.
  • non puoi interfacciare il sito e-commerce con il tuo gestionale nella versione BASE di Shopify
  • non puoi gestire le spedizioni direttamente da Shopify ma fare il tutto manualmente (ad esempio: mandare al cliente il tracking code della spedizione sarà da fare a mano). Questa possibilità è per ora limitata solo ad alcune nazioni.
  • non puoi raccogliere nominativi di iscrizioni alla newsletter se non integrando un sistema di newslettering (es. Mailchimp), con costi diversi.

I siti che sono a questo link sono tutti siti fatti su Shopify

Prima di dire: “Ok mi piace, apro il mio e-commerce su Shopify!” ricorda che…

…avere un e-commerce è come avere un negozio fisico: bisogna averne cura, cambiare la vetrina, tenere in ordine il più possibile, controllare le giacenze, aggiornare i prodotti etc.etc. Inoltre, a differenza di un negozio “tradizionale” occorre tenere a mente che:

  • ai fini della “bellezza” e fruibilità del sito dovresti fare immagini più o meno simili le une alle altre come inquadratura e “stile”
  • i prodotti andranno caricati sulla piattaforma seguendo regole precise per quanto riguarda il nome del prodotto, il testo descrittivo, il nome del file immagine, la creazione di prodotti correlati etc.etc. Sono tutte operazioni caldamente consigliate per fare sì che i motori di ricerca indicizzino bene il sito, ossia rendano i prodotti sul tuo e-commerce facilmente “trovabili”


Shopify: costi fissi e costi variabili

Shopify è una piattaforma di e-commerce che “funziona” tramite sottoscrizione di un abbonamento.

L’abbonamento copre il costo della “infrastruttura tecnica” (cioè tutto il sistema per caricare/gestire/rendere visualizzatili i prodotti e il canone di utilizzo dello spazio sul server per potere essere online) + servizi di marketing base (come la mail per la gestione dei carrelli abbandonati, la possibilità di collegarsi direttamente con Facebook e Instagram e abilitare lo shopping anche da quelle due piattaforme)

Oltre all’abbonamento Shopify ti addebita una commissione che varia dal 2% al 1% su ogni vendita. L’addebito viene fatto mensilmente in fattura. Questo addebito non c’è se si usa Shopify Payments, il sistema di pagamento tramite carta di credito di Shopify, attivo da poco in Italia.

Infine (cosa che consiglio) c’è il costo del tema grafico che può arrivare ad ammontare a  180 USD

Shopify e i gateway di pagamento come Paypal e Stripe

Come anticipato, alle commissioni sulle transazioni di Shopify dovrai poi aggiungere la commissione che ti verrà applicata dal gateway che ti abiliterà il “pagamento tramite carta di credito”. 

Per l’Italia Shopify ne elenca alcuni tra cui Paypal e Stripe (Stripe ti permette di accettare i pagamenti degli utenti che non utilizzano Paypal).

NB Da settembre 2019 esiste la possibilità di utilizzare Shopify Payments – un gateway per il pagamento tramite le maggiori carte di credito internazionali. Le commissioni sui pagamenti ammontano a 2,9% + 0.30 cent. La cosa positiva è che usando Shopify Payments, le commissioni sulle transazioni non verranno addebitate (quel 2% o 1% a seconda del piano).
C’è però ancora poca chiarezza sul discorso tariffe chargeback, applicate in caso di contestazioni, forse è meglio aspettare ancora prima di un suo utilizzo.

Paypal: funzionamento e commissioni

Come funziona Paypal in sintesi: quando un cliente ti paga utilizzando Paypal, la somma rimarrà su Paypal fino a quando non la trasferirai sul tuo conto bancario. Potrai a tua volta utilizzare quel conto Paypal per effettuare pagamenti, sfruttando il saldo del conto stesso – oppure la carta di credito ad esso “agganciata”.

Commissioni:

  • Express Checkout (opzione configurabile su Paypal e che fa si che l’utente non debba tutte le volte immettere le credenziali di Paypal): 2%
  • Normale Checkout: 3,4% + 0.35 EUR
  • Chargeback (tariffa in caso di contestazioni): 16 EUR
  • Programma di protezione vendite: si, con produzione di documenti
  • Le commissioni di Paypal equivalgono alle commissioni applicate su un conto corrente bancario, quindi devono essere contabilizzate allo stesso modo (attenzione però che Paypal ha sede in Lussemburgo quindi si applica una normativa differente rispetto a quello delle commissioni bancarie applicate da un istituto bancario italiano)

Stripe: funzionamento e commissioni

Come funziona Stripe: i clienti pagano sul tuo sito tramite carta di credito, il pagamento viene gestito in tutto e per tutto da Stripe e quando è andato a buon fine, nel giro di un paio di giorni viene accreditato in automatico sul tuo C/C al netto delle commissioni. 

Commissioni:

  • 1.4% + €0.25 per carte Visa/Mastercard/Amex europee
  • 2.9% + €0.25 per carte Visa/Mastercard/Amex non europee 
  • Chargeback (tariffa in caso di contestazioni): 15 EUR
  • Programma di protezione vendite: si, con produzione di documenti
  • Le commissioni di Stripe andranno a confluire in una fattura che però risulterà pagata in quanto le commissioni stesse saranno già state stornate dagli importi bonificati (Stripe ha sede in Irlanda quindi la fattura non ha IVA ed è in reverse charge)

Shopify: quindi alla fine quanto mi costa?

Qui i costi di Shopify per tipologie di abbonamento che dipendono dalla complessità del tuo ecommerce

I costi di Shopify a maggio 2020

A questo link è possibile utilizzare un configuratore che può aiutare a capire quanto ti può costare il vendere su Shopify, comprensivo di costi di transazione per utilizzo di Carte di Credito o Paypal, a seconda del tuo presunto ammontare mensile di vendite.

Il configuratore è in dollari, per fare una conversione in euro si può utilizzare un qualsiasi convertitore online come questo.

Supponiamo che tu voglia acquistare la versione BASE di Shopify, questi saranno i costi fissi mensili:

29 USD =costo abbonamento mensile Shopify

Usando la tabella di cui sopra, supponendo vendite mensili per 1500 USD e aggiungendo al costo della versione BASE di Shopify i costi variabili legati alle commissioni sulle vendite di Shopify,  e le commissioni di Paypal e Stripe, si può pensare di spendere

115,50 USD/MESE

infine c’è da considerare il costo fisso annuale per il tema grafico

180 USD

COSTO SHOPIFY ANNUALE (con le varie ipotesi di cui sopra, a partire dal secondo anno):  1566 USD

Perché dico “a partire dal secondo anno”?
Da marzo 2020, in concomitanza con la pandemia Covid-19, Shopify ha esteso il periodo di prova gratuita da due settimane A TRE MESI Non è ben chiaro fino a quando sarà possibile usufruire di questa offerta – al 11 maggio 2020, giorno in cui è stato scritto questo post – è ancora in vigore.

Per usufruire dei TRE MESI DI PROVA GRATUITA DI SHOPIFY OCCORRE REGISTRARSI A QUESTO LINK

Altri costi da considerare prima di aprire un e-commerce (su Shopify ma anche su altre piattaforme)

Hai già un dominio, ossia un indirizzo del tipo http://www.ilmioshop.it, oppure ne devi acquistare uno? Se lo devi acquistare quello è un costo aggiuntivo annuale, che può variare dai 3 USD fino migliaia di euro, a seconda di quello che scegli.

Innanzi tutto, dovrai farti aiutare da qualcuno per “mettere in piedi” il tuo e-commerce su Shopify.
I costi variano da fornitore a fornitore, in base anche alla complessità del progetto. Io posso aiutarti? Dipende dalla complessità del progetto. Contattami e ti saprò dire se e a quanto, altrimenti sarò ben felice di fornirti consigli utili su come selezionare un fornitore ad hoc.

Ti consiglio anche di sottoscrivere un pacchetto ore di assistenza. Chi ti aiuterà nell’aprire il negozio, una volta terminato il lavoro si (giustamente) dimenticherà di te e non controllerà se sul tuo negozio va tutto bene. Quindi potresti trovarti con dei problemi che non sai gestire.
E ad una telefonata “Scusa è successo questo…” a chi ti ha “aperto il negozio” non seguirà un “Ci penso subito”, bensì (e altrettanto GIUSTAMENTE) un “Ci penso quando riesco perché ho degli altri clienti. E prima di metterci mano ti faccio un preventivo”.
Preventivo che, in proporzione, sarà sicuramente più caro di un pacchetto ore di assistenza pagato in anticipo.

Infine, ma direi di PRIORITARIA IMPORTANZA (e di costo non indifferente) dovrai dotare il tuo e-commerce di  tutta una parte di documentazione legale che non è di competenza di chi ti “apre” lo shop online. Mi riferisco alla DOCUMENTAZIONE LEGALE RELATIVA ALLE REGOLE CONTRATTUALI, PRIVACY, COOKIES, POLITICHE DI SPEDIZIONE, POLITICHE DI RESO

Shopify o altra piattaforma di e-commerce: considerazioni finali

Non voglio scoraggiare nessuno, ma ribadisco il concetto di cui un paio di paragrafi sopra:

avere un e-commerce è come avere un negozio fisico: bisogna averne cura, cambiare la vetrina, tenere in ordine il più possibile, controllare le giacenze, aggiornare i prodotti etc.etc.
Con la differenza che sei aperto 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.
Può dare soddisfazioni ma l’impegno e i costi non sono da sottovalutare.

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